
La notizia della vendita da parte di Fondazione Cassamarca di una consistente parte del complesso immobiliare dell’ex-distretto militare non giunge certo inaspettata. Si sapeva da tempo che De Poli intendeva “fare cassa” cedendo gli edifici dopo avere ottenuto dall’amministrazione comunale tutte le autorizzazioni urbanistiche necessarie perché la ristrutturazione degli immobili consenta un ampio margine di guadagno a chi la effettuerà.
Grazie alle modifiche rispetto ai progetti inizialmente presentati, infatti, si è progressivamente assottigliata la porzione di nuovi edifici che verranno destinati a “servizi universitari” (aule, uffici…) mentre è inesorabilmente aumentata la quota utilizzabile per appartamenti, negozi, uffici.
Con uno slancio creativo degno di miglior causa si è perfino deciso che paninoteca e libreria possano essere considerati come “servizi all’università” mentre sono, come apparare ovvio a chiunque, delle attività commerciali come tutte le altre.
Le notizie riportate oggi dalla stampa ci fanno temere, però, che la ristrutturazione dell’ex-distretto possa procedere in modo anche peggiore del previsto.
Se le porzioni del complesso che vengono cedute dalla Fondazione agli investitori privati, infatti, sono quelle destinata alla realizzazione della “residenza di lusso” con connessi negozi ed uffici, c’è il forte rischio che venga presto iniziata la ristrutturazione di questa parte degli immobili mentre rimane al palo quella dei pochi servizi all’università ancora previsti nel progetto della Fondazione.
La Fondazione non naviga certo in buone acque dal punto di vista finanziario e non è quindi da escludere che rimandi la realizzazione del progetto.
Nonostante i problemi del mercato immobiliare, invece, non è escluso che gli immobiliaristi decidano di dare attuazione quanto prima alla parte di piano che prevede, appunto, la costruzione degli appartamenti di lusso, contando sul fatto che questo tipo di residenza sono ancora quelle meno colpite dalla crisi immobiliare.
Dopo aver subito la drastica riduzione degli spazi per servizi universitari all’interno del complesso, rischiamo adesso che neppure quella porzione veda la luce parallelamente ad abitazioni, negozi ed uffici.
Ancora un volta c’è la forte possibilità che in centro storico si costruiscano presto altri appartamenti per ricchi e, invece, per i servizi ci sia ancora da attendere.
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