lunedì 12 dicembre 2011

La storia infinita del piano di riassetto idraulico (e altri 25.000 € di spesa).


E’ lunga e complessa (inizia oltre sei anni fa) la storia del piano di riassetto idraulico commissionato dal Comune di Treviso come strumento per organizzare una serie di interventi finalizzati alla riduzione del rischio di esondazioni ed allagamenti in città.
La possiamo così brevemente riassumere.

- Agosto 2005 – Una giornata di pioggia superiore alla media causa una serie di esondazioni ed allagamenti in città (soprattutto a Fiera e Selvana): a seguito di questi eventi l’amministrazione decide di intervenire commissionando ad uno studio esterno l’elaborazione del piano di riassetto idraulico.

- 15 giugno 2006 – Lo Studio Tecnohabitat, a cui è stato affidato il lavoro (per un compenso di circa 36.000 €) presenta all’assessorato ai Lavori Pubblici lo “Studio idraulico del territorio del Comune di Treviso” che contiene una analisi della situazione di rischio idrogeologico del territorio comunale ed una serie di proposte di intervento: già all’epoca ritenevamo che lo studio non fosse del tutto adeguato né a livello analitico né per quanto riguardava le azioni consigliate, ma si trattava comunque di uno strumento di cui era necessario ed urgente dotarsi.

- 28 settembre 2007 – E’ solo in questa data che con la delibera n. 77/2007 il Consiglio Comunale approva l’inserimento nella Variante n. 17 al P.R.G. dell’adeguamento alle risultanze dello “Studio sul riassetto idraulico”, adottando – di fatto – quest’ultimo (tra l’altro limitandone gli effetti ai progetti di edificazione non ancora avviati ad agosto del 2007). Rispetto alla situazione di emergenza del 2005 sono passati due anni e tutti i progetti edilizi avviati in quei due anni e che non risultano conformi alla nuova regolamentazione comunale per la tutela idraulica del territorio “sono salvi”.

- 6 maggio 2008 – La Giunta Regionale, con la delibera n. 1077, approva definitivamente, ai sensi dell'art. 46 della L.R. 61/1985, la variante n. 17 "di assestamento" al Piano Regolatore Generale del Comune di Treviso e, con essa, il “piano acque” del Comune.

- 8 novembre 2011 – Con determinazione del dirigete del Settore Laviori Pubblici e Infrastrutture del Comune vengono affidarti alla Tecnohabitat “gli studi di fattibilità e progetti per l’attuazione del Piano delle Acque del Comune di Treviso”. Il nuovo affidamento esterno (€ 25.042,16) si rende necessario, come si legge nella determina (allegata copia) in quanto “- la redazione degli studi di fattibilità di cui sopra necessita di una serie di attività preliminari consistenti in studi anche di natura impiantistica e strutturale; - attualmente i funzionari tecnici non possono garantire lo svolgimento di queste attività, come accertato e giustificato dalla sottoscritta Dirigente del Settore LL.PP. e Infrastrutture in data 11/10/2011, agli atti del Settore; - si rende pertanto necessario avvalersi di professionisti esterni”.

Ad oltre sei anni dagli eventi che ne hanno determinato l’elaborazione, quindi, il “piano acque” del Comune di Treviso non è, di fatto, ancora operativo ed è necessaria una nuova serie di studi per avvicinarci alla sua concretizzazione in interventi di difesa idraulica del territorio cittadino.
E’ vero anche alcune opere di manutenzione ed alcune migliorie sono state realizzate in questi anni, ma gli effetti non sembrano essere stati particolarmente efficaci visto che 10 giorni fa Fiera e Selvana hanno subito una nuova esondazione, nelle stesse zone colpite nell’agosto del 2005.
La determinazione del dirigente comunale assegna allo studio Tecnohabitat un anno di tempo per la redazione delle indagini.
Quando diventerà finalmente operativo il “piano acque” di cui l’amministrazione mena vanto da anni? Quando avremo finalmente un progetto organico degli interventi utili a contenere e ridurre il rischio idraulico in città? Quanti anni dovremo attendere e quante altre decine di migliaia di euro serviranno?

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