
Gli amministratori leghisti ci avevano assicurato che avrebbero trovato loro la soluzione per evitare che il completamento della tangenziale creasse problemi ai residenti in via Casette, che avrebbero ottenuto da Veneto strade lo stanziamento necessario per realizzare un tratto "in trincea" e che, quindi, era tutto a posto.
La doccia fredda, puntualmente, è arrivata: Veneto Strade non stanzia i soldi necessari e, quindi, si torna al progetto originario.
I leghisti trevigiani non potranno sostenere che sia un'amministrazione "nemica" a trascurarli, visto che il presidente della Regione è Zaia e che in consiglio d'amministrazione di Veneto Strade siede il leghistissimo sindaco di Paese.
Il problema di fondo è quello delle modifiche del progetto di completamento della tangenziale rispetto alle previsioni iniziali: da un percorso prevalentemente nel territorio del Comune di Paese si è passati ad uno che si sviluppa quasi interamente dentro i confini del comune capoluogo, con gli inevitabili problemi che questo comporta per la vicinanza con zone residenziali.
E' comprensibili che per il sindaco di Paese ciò sia vantaggioso, visto che il suo territorio fruirà dei benefici del completamento della tangenziale (riduzione del traffico) senza sopportarne l'impatto (ambientale, acustico, di inquinamento).
Che cosa ci racconteranno, adesso, gli amministratori comunali leghisti? Che (di nuovo) ci penseranno loro o che è colpa di "Roma ladrona"? Va ricordato, a tal proposito, che i tagli ai fondi regionali sono tutti frutto delle leggi finanziarie targate Berlusconi-Bossi-Tremonti votate in pompa magna da deputati e senatori leghisti: il governo Monti non ha responsabilità.
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