
Come è noto lo smog è prodotto in parti sostanzialmente uguali dai motori degli autoveicoli, dagli impianti industriali e dalle caldaie per il riscaldamento domestico.
In una città come Treviso in cui le zone industriali sono ormai molto limitate, le cause principali dell’inquinamento atmosferico sono, quindi, gli automezzi e gli impianti di riscaldamento.
Se sul fronte del traffico automobilistico è necessario intervenire con misure di limitazione del traffico, per quanto riguarda il riscaldamento delle abitazioni il problema principale è costituito dalle vecchie caldaie a gasolio e nafta i cui fumi sono molto più inquinanti di quelle “a condensazione”, alimentate a gas.
Già un paio d’anni fa un cittadino di Treviso ha proposto all’amministrazione comunale una iniziativa per favorire la sostituzione delle caldaie condominiali più vecchie ed inquinanti con impianti più moderni che consumano meno e riducono l’inquinamento.
Molti installatori di caldaie a condensazione offrono ai condomìni un contratto per il cambio dalla caldaia a gasolio (o a nafta, in città dovrebbero essercene ancora alcune decine) a quella a condensazione.
Il contratto offerto prevede sostanzialmente la sostituzione immediata della caldaia ed il pagamento della stessa in 10-12 anni. E’ possibile anche dotare gli alloggi del condominio di “contatori” delle calorie che permettono di suddividere la bolletta del gas sulla base degli effettivi consumi registrati in ogni unità abitativa. In questo modo i condòmini prestano maggiore attenzione ai loro consumi perché riducendoli hanno un vantaggio economico, cosa che non accade quando il costo del gasolio utilizzato dalla caldaia centralizzata viene ripartito tra tutti in parti uguali.
Passando dal gasolio al metano il costo del carburante, a parità di consumi, si riduce di circa il 45% mentre la rata di pagamento della nuova caldaia corrisponde a circa il 25% del costo dei consumi stessi. Di conseguenza, già dal giorno successivo all’installazione i condòmini ottengono un risparmio di circa il 20% sui costi del riscaldamento (oltre a disporre di una caldaia nuova).
Al vantaggio economico si aggiunge l’aspetto ecologico: le caldaie a gas e a condensazione inquinano pochissimo, molto meno di quelle a gasolio o a nafta.
Il cittadino che ha contattato l’amministrazione ha avuto personalmente dimostrazione dell’efficacia dell’iniziativa perché l’ha sperimentata con ottimi risultati nel condominio in cui abita.
Come ha spiegato ai nostri amministratori, il ruolo del Comune dovrebbe essere unicamente quello di promuovere la sostituzione delle vecchie caldaie condominiali segnalando ai cittadini l’evidente vantaggio economico individuale e la riduzione dell’inquinamento atmosferico in città.
Una iniziativa di questo tipo è stata avviata dal Comune di Padova che ha messo a disposizione dei cittadini uno sportello di consulenza proprio in materia di impianti di riscaldamento, risparmio energetico, utilizzo delle energie pulite nelle abitazioni.
A Treviso si potrebbe iniziare con una comunicazione mirata a tutti coloro che abitano nei condomìni, agli amministratori di condominio e agli installatori perché prendano in considerazione questa proposta. Il Comune, inoltre, potrebbe mettere a disposizione alcuni contratti-tipo tra condomìni ed impiantisti, in modo da rassicurare i condòmini che volessero aderire all’iniziativa.
E’ evidente che per il Comune il costo dell’operazione è estremamente basso mentre sono significativi i vantaggi sia per il portafoglio dei consumatori che per la qualità dell’aria che respiriamo.
In una città in cui l’inquinamento atmosferico aumenta ad ogni inverno non sarebbe stata una proposta da prendere in considerazione? Invece, è rimasta inascoltata.





